martedì, 24 novembre 2009

C'era una volta un bambino povero e meridionale che si chiamava Giuseppe Doto, era originario dell'Irpinia, emigrò negli USA, cambiò nome in Joe Adonis, e, nonostante fosse avellinese,  salì fino ai vertici della mafia siculo-americana, di cui fu uno dei fondatori insieme ad Al Capone e Frank Costello.
Pare che fosse persino l'ideatore di una agenzia di reclutamento di killer professionisti in tutto l'occidente, la "anonima assassini", costituita per dare filo da torcere alla legge americana.
Del cosiddetto "sindacato del crimine" (nato per gestire i rapporti tra le cosche in USA e le varie sfere di influenza) Joe Adonis fu colui che intraprese le relazioni con giudici, agenti, avvocati e politici, insomma, le "forze del bene" che intrallazzavano con le "forze del male".
Questo sindacato andava a gonfie vele, tant'è che un membro del congresso, tale Kefauver, ne parlò come di "un esempio incredibile di collusione tra i gangster e la grande industria e finanza".
Negli anni 50 Adonis torna in Italia per restarci e, passeggiando tra il Lazio e la Val D'Aosta, decide poi di insediarsi stabilmente in quel di Milano, dove sarà al centro di una vasta rete di contrabbando che interesserà mezza Europa.
Adonis, bon viveur e amante del bel mondo del piano bar, affiancherà ai suoi traffici illegali (ricettazione e stupefacenti), l'attività di palazzinaro e distributore all'ingrosso.
All'inizio degli anni '70, la polizia italiana, allarmata da questa gran voglia di fare del mafioso Adonis, cominciò a rafforzare e moltiplicare le indagini su di lui, ricorrendo anche alle intercettazioni telefoniche.
Sbobinato il nastro di un'intercettazione riguardante le telefonate del 19 e 20 febbraio 1971 (conservate con cura alla questura di Milano), agli agenti scappò quasi da ridere quando riconobbero l'inconfondibile voce del cantante Tony Renis - al secolo Elio Cesari - il quale, dopo aver saputo che una troupe cinematografica USA era alla ricerca di attori per il film "Il padrino" chiese a Joe Adonis - al secolo Giuseppe Doto - di fare pressione sul regista (Francis Ford Coppola), per fargli avere una parte, magari quella che sarebbe poi stata di Al Pacino.
Insomma, secondo il modo di pensare di Renis, per ottenere un ruolo in un film sulla mafia, era naturale rivolgersi a un mafioso - un tipo con le mani sporche di delitti - e gli telefonò tranquillamente, a tu per tu, senza intermediari o portatori d'acqua.
Qualche giorno dopo, il cantante di "Quando Quando Quando" ritelefonò ad Adonis, ringraziandolo perchè quest'ultimo gli aveva detto che "C'aveva pensato Sam, aveva 'fatto tutto lui' ".
Samuel Lewin (ufficialmente "stalliere nel New Jersey"), altro pezzo grosso della malavita organizzata, arrivato in Italia da poco tempo per conto di Thomas Eboli, vicecapo della Cosa Nostra statunitense: l'interprete di "Non mi dire mai Goodbye" e di "Canzone blu" aveva in tasca il numero dello stalliere, e gli dava del tu come si fa con un buon amico.
Alla fine del 1971 - con Adonis ormai moribondo ai domiciliari - Renis, un po' triste e amareggiato, capì che la parte secondaria nel film di Coppola "Il Padrino" non sarebbe stata sua, ma di Al Pacino.
Il punto è che il boss era davvero implicato nel mondo dello spettacolo oltre che nella mafia; infatti - alla fine degli anni sessanta - Adonis era pronto ad aiutare un certo Antonio Maimone (che aveva le mani in pasta nella ricettazione più spinta) il quale voleva portare in Italia Frank Sinatra, spingendo Augusto Martelli per una specie di "controfestival di Sanremo" con la conduzione di Mina.
Quest'ultima, però, non voleva avere niente a che fare con certi ambienti, e il controfestival naufragò nel nulla.
Insomma, cosa ci mostra tutto questo? Ci mostra che, se è per una questione di carriera, con la mafia, con la gente che vive nell'illegalità sentendosi al di sopra della legge, si può trattare, si possono avere delle lucrose frequentazioni.
Come ridono disinvoltamente certi personaggi: cantanti da piano bar, da crociera e di canzonette insipide; palazzinari, imprenditori e presidenti del consiglio.
Per questi deve essere una cosa normale stare dalla parte di coloro che si sono macchiati di crimini, i cosiddetti "uomini d'onore", e ridono, ridono, ridono, intrallazzando frequentazioni con persone che riassumono più compiutamente il detto homo homini lupus, e considerano la sopraffazione, il crimine, la pornografia, la droga e il perbenismo religioso interessato come ordinaria amministrazione.
Gente che mette bombe, fa saltare in aria magistrati - e le loro scorte - i quali indagavano sulle infiltrazioni finanziarie mafiose nell'imprenditoria del nord Italia.
Se è per la propria carriera, con la mafia bisogna conviverci, e - perchè no? - farsela amica.

lunedì, 23 novembre 2009


Di fronte ai problemi del mondo, spesso ci sentiamo impauriti e cerchiamo qualcuno o qualcosa che "ci protegga"... ma in realtà non siamo vittime impotenti di eventi casuali: siamo esseri divini discesi nella materia per imparare a sviluppare maggiore coscienza...


Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime.

È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, sempre più unità, fino a quando un giorno l’individuo non si percepirà finalmente "Uno con tutte le cose".

Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo "là fuori" sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.

Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono.
Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno alla nostra coscienza, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da talune "forze" che governano il mondo nell’ombra.
Ma essi stessi sono prigionieri della loro trappola.

Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo.
Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi.
L’anima – la coscienza – letteralmente materializza nel cosiddetto "mondo esterno" solo ciò di cui ha bisogno.
Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre.
Solo l’incapacità di udire la voce della nostra vera essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita.
Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento.
La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.

L’élite che governa il mondo al soldo di certe "forze" è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana.
Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che esista un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, quest’ultimo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura.
Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia... siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate.
Così il Mondo diventa un idolo da adorare e temere.
Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza.
Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre.
Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi.
Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.

Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale.
Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani.
Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze.
Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!

Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è.
Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio... e così via.
Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che un’entità temibile e onnipotente conosciuta come "il Mondo" si sia abbattuta su di loro dall’esterno.
Chi di loro avrà invece il coraggio di pensare: "Io mi sono licenziato.
Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.

Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa.
La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza.
Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà
... e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no.
Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere.
Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito unicamente di immagini.
Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner... sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.

Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio... e arrabbiarsi con lei... e aver paura di lei.
Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner...
Siamo ipnotizzati da un fantomatico "mondo di fuori".
Crediamo che le disgrazie possano colpire "a caso"... non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive... e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il Mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente.

La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pandemia, pedofilia...
Ma il mondo non possiede un’esistenza autonoma, è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso.
In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.

Questo è un Appello.
Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne,
Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi.
Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole?
Il Guerriero dello Spirito incarna il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno... che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi.
Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica... diventa imprevedibile... pericoloso.

http://www.nonsoloanima.tv/index.php?controller=article&author_id=289&article_id=1128
venerdì, 20 novembre 2009


Qualcuno, alquanto grossolanamente, immagina che l'unico tipo di rivoluzione possibile sia quella del genere "1917", in cui è probabile ci sia stato lo zampino del Governo Ombra Mondiale, il quale ingabbia gli esseri umani in un materialismo senza uscita, costruito ad arte per renderli infelici - o falsamente felici - e sfruttarli.
Insomma, dietro la rivoluzione leninista del 1917 ci potrebbero essere stati i soliti Rockefeller-Rothschild-Windsor-ecc..., personaggi illuminati...
Tutti questi membri dell'élite sembano disprezzare profondamente il genere umano. Lo vedono come carne da macello, utile da sfruttare per le loro mire di dominio sulla costruzione della realtà in cui gli umani vivono.
Come si fa a paragonare la Destra di Julius Evola - "Rivolta contro il mondo moderno" - con quella finta destra attuale che si è venduta al "progetto per un nuovo secolo americano"?

Sono stati anni veramente di merda.
L'illegalità aveva vinto. E il popolo votava l'illegalità. Quella mattina di maggio 2001. E anche quella sera. Era stata mandata una specie di rivista a tutte le abitazioni del paese, "Una storia italiana". Questa era campagna elettorale illegale e scorretta.
Ancora non si parlava di "leggi ad personam". Ma presto questo termine sarebbe divenuto famoso.
Il male abbaglia, affascina...e quanti personaggi pubblici sono stati, chiaramente, delle specie di demoni!
Gli ultimi quindici anni sono stati vissuti come dentro a un frullatore. Una democrazia che, in realtà, è un regime tirannico. Forse già nel 2004, tuttavia, qualcosa si era cominciato a sbloccare...
Agli incantesimi degli ultimi quindici anni della vita politica aveva anche partecipato Rifondazione Comunista di Fausto Bertinotti, come aveva ben dimostrato quella puntata di "Porta a Porta" del 2006, quando erano ospiti Berlusconi assieme, appunto, a Bertinotti, e quest'ultimo, riferendosi al Cavaliere, aveva detto che "Rifondazione non aveva mai criminalizzato nessuno".
Una volta caduto il governo Prodi II nel 2008 - e quindi perduta la poltrona di presidente della Camera, Bertinotti è uscito dalla finzione, dicendo in un'intervista di come Trichet (il direttore della Banca Centrale Europea) mostri di agire al di fuori della democrazia dei singoli stati, quando ordina direttive finanziarie a cui tutti gli stati europei si devono attenere.
Questo Trichet, che alza e abbassa i tassi di interesse della meravigliosa moneta chiamata Euro., di questa splendida vàluta, come se l'economia reale potesse ripartire col semplice trucchetto di alzare e abbassare i tassi di interesse sui debiti.
E questi, inoltre, continuano a parlare di PIL!
Guardo - e soprattutto ascolto - Gioacchino Genchi, il quale parla di come la Seconda Repubblica sia "stata fondata sul sangue delle stragi" del 1992-93, l'agenda rossa di Paolo Borsellino sparita nel nulla (mentre su quella grigia è scritto, per esempio, che il 1° luglio del 1992 Borsellino aveva parlato col ministro degli interni Nicola Mancino, ma quest'ultimo "non ricorda"), l'hard disk di Giovanni Falcone cancellato, il fatto che nell'agenda rossa ci potrebbero essere scritti nomi "scottanti", rintracciabili tra i tanti che sono pullulati in questi quindici anni di Seconda Repubblica. Nomi assolutamente bipartisan, come tanto si è amato dire...
Quegli orrendi manifesti del 2001 con la faccia mefistofelicamente aziendalista del Cavaliere Nero del lavoro...
Il quale sfidava quella faccia da "cicciobello del potere" che rispondeva al nome di Francesco Rutelli. Il periodo dal 2001 al 2004 ritengo sia stato il picco dell'inganno.
Piero Fassino (identificato come "compagno" da certi manifesti DS che vedevo in giro) a cui quelli del centrodestra facevano i complimenti, definendolo "il miglior segretario DS che si potesse avere", mentre Ariel Sharon in Israele militarizzava più che mai la sua politica repressiva, con l'approvazione dei "Democratici di sinistra".
Fassino, il quale veniva invitato presso quelli di Rifondazione, e non era d'accordo con loro, poichè lui difendeva la globalizzazione angloamericana, con quel tocco di sionismo che ci stava proprio bene, mentre Greenspan della Federal Reserve alzava e abbassava i tassi di interesse sul debito come un esperto giocoliere.
Altri esponenti del centrosinistra che, nelle trasmissioni come "Porta a Porta" mostravano con orgoglio - come difesa di ciò che avevano fatto nei cinque anni in cui erano stati al governo - tutta una serie di cifre, di dati e di grafici.
E poi rivelavano che quelle cifre quei dati e quei grafici (in attivo) erano l'andamento positivo delle aziende Mediaset, controllate, come qualunque persona di buon senso ben sa, dal quattro volte presidente del consiglio. Il fatturato di Mediaset era aumentato durante i cinque anni di centrosinistra.
Poi c'è Giovanna Melandri che ha ancora il coraggio di parlare.

[continua]
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giovedì, 19 novembre 2009
Gli anni duemila sono stati orrendi.
Decadenza postmoderna a tutto gas.
Ma fino a quando durerà?
Quando arriverà la primavera?

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categoria:controcorrente, zeitgeist, duri e puri
martedì, 17 novembre 2009


Devo confermare la mia sostanziale diffidenza nei confronti del vaccino contro l'influenza A/ H1N1.
La vicenda si presenta strana fin dall'inizio, a partire dai requisiti per dichiarare "pandemia" stranamente abbassati dall'OMS questa estate, allo scandalo in Germania dovuto ai vaccini di serie A (per i politici) senza gli elementi tossici destinati ai normali cittadini.
Il vaccino "normale" contiene infatti mercurio e squalene, nel seguente articolo si può farsi un'idea degli effetti:

http://www.ternimagazine.it/7595/salute-e-ambiente/mercurio-e-squalene-nei-multidose-contro-linfluenza-a-primi-morti-a-causa-del-vaccino.html

Sono già tanti nel mondo i casi di malesseri, anche gravi e a volte letali, dovuti alla vaccinazione. Degne di attenzione le testimonianze di aborti in seguito all'assunzione del vaccino (cosiddetto "sicuro" per le donne incinte "a rischio"), e una ragazza a cui in USA ha provocato danni neurologici che potete constatare:

http://preventdisease.com/news/09/110709_H1N1_vaccine_miscarriage_reports.shtml
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=mh5F5wP8RdU

Le notizie negative riguardo al vaccino sono tante, e non posso riassumerle in un post.
Vi invito ad approfondire, naturalmente col giusto discernimento che sempre bisogna avere fuori ed entro la Rete, per poi poter prendere una decisione consapevole.
Stavolta le preoccupazioni sono fondate (in Polonia non hanno accettato i vaccini, ad esempio:  
http://www.terranauta.it/a1551/salute_e_alimentazione/la_polonia_rifiuta_i_vaccini.html).


Lascio infine il link a un sito costantemente aggiornato sul tema

http://www.theflucase.com

Seguito dal parere prudente di un medico che ha rifiutato di vaccinarsi

http://www.eurosalus.com/notizie/in-evidenza/h1n1-perche-non-mi-vaccinero.html

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sabato, 14 novembre 2009
Nuove regole europee limiteranno il libero accesso al Web


Un giorno il vostro provider internet potrebbe impedirvi di consultare il vostro blog preferito, o di usare software di telefonia via internet come Skype. O immaginate che vi notifichino che non potete più accedere alla Rete, come rimanere senza patente dopo una serie di violazioni del codice della strada.
E' quello che potrebbe capitare a breve se il "Pacchetto telecom" sarà approvato dall'Ue così come di recente modificato su pressione della potente lobby delle compagnie telefoniche. Il Pacchetto è l'insieme di regolamenti sull'industria europea delle telecomunicazioni e dell'accesso a internet via Adsl e rete mobile, che secondo gli attivisti sarà la Caporetto della libertà della Rete, almeno così come l'abbiamo conosciuta.
I principi in ballo sono due e interrelati: la neutralità della Rete e il diritto di accesso a Internet. La "Net Neutrality" è la neutralità dell'infrastruttura rispetto ai contenuti che vi transitano. Significa accesso allo stesso internet per tutti gli utenti: i provider e gli altri operatori della Rete non possono discriminare sui contenuti o interferire con la navigazione degli internauti, così come al telefono non c'è un filtro su quello che si può dire.
Oggi in Italia un internauta può accedere con uguale facilità al sito del grande media mainstream, così come alle pagine del blogger semisconosciuto. Nel futuro un fornitore non neutrale potrebbe invece, per ragioni commerciali (o altre convenienze, per esempio politiche), velocizzare l'accesso ai siti "amici" e rallentare l'accesso a quelli non graditi. E nell'era dell'internet multimediale e della banda larga, rallentare equivale a filtrare e oscurare. Se non c'è neutralità della Rete, un Internet a due velocità sarebbe come un'autostrada dove le macchine di un certo costruttore che ha pagato viaggino ai 130 nella corsia di sorpasso mentre tutti gli altri debbano rimanere nella prima corsia ai 50 all'ora.
Altro principio in ballo è l'accesso a Internet, da considerarsi un diritto fondamentale così come il diritto all'informazione in generale. Provevdimenti (come la legge Hadopi in Francia) che vietino l'accesso a chi ha commesso violazioni, sarebbero come dire a chi ha fotocopiato illegalmente un libro protetto da copyright che non può più usare le mani per sei mesi. Decisioni ancora più discutibili se imposte senza l'intervento di un giudice.
Torniamo all'elaborazione a Bruxelles del "Pacchetto telecom", ormai alle battute finali dopo due anni di accese discussioni. La prima bozza è stata preparata dalla Commissione europea e, secondo gli attivisti pro-libertà della Rete, risentiva chiaramente della pressione delle lobby delle compagnie telefoniche e non faceva riferimento ai principi fondamentali della neutralità della Rete e dell'accesso a Internet. A questo punto, nel tortuoso meccanismo delle decisioni Ue, è intervenuto il Parlamento europeo che la scorsa primavera ha votato a stragrande maggioranza (88%) per l'inclusione di una modifica al testo, che riconoscerebbe le libertà fondamentali anche su Internet.
Ma il Parlamento europeo conta poco: ai rappresentanti del Parlamento tocca poi difendere l'emendamento con il Consiglio (ovvero i governi dell'Ue). E la settimana scorsa il testo che tutelava le libertà fondamentali degli internauti è saltato durante le trattative. Nel blog scambioetico.org Paolo Brini denuncia "l'istituzione di una giustizia" parallela indipendente dalla magistratura" che colpirebbe i cittadini "sulla base di semplici sospetti". Brini spiega che giovedì prossimo è prevista la riunione dei delegati parlamentari con i rappresentanti del Consiglio: se ci sarà accordo sul testo senza i diritti fondamentali la frittata sarà fatta.
Reporter senza frontiere definisce come "incomprensibile" il comportamento delle istituzioni europee. Negli Usa la questione della neutralità della Rete era esplosa nel 2006 quando i fornitori di Internet cercarono di farsi assimilare a chi offre la tv via cavo. Migliaia di cittadini-internauti del movimento "Salvare Internet" protestarono davanti al Congresso. Dopo anni di battaglie tra la lobby degli Internet provider e i rappresentanti dei fornitori di contenuti ai cittadini, il principio di neutralità della Rete è ora una bozza di legge che si prevede sarà approvata a breve.

 
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categoria:euro, cose vere, zeitgeist, informazioni reali, duri e puri
sabato, 14 novembre 2009

Nel suo libro "Between Two Ages", del 1970, dove auspica una moneta unica mondiale ed un governo mondiale, Brzezinski scrive: “Marxism is simultaneously a victory of the external, active man over the inner, passive man and a victory of reason over belief” (fonte: link). Tradotto: "Il Marxismo è simultaneamente una vittoria dell'uomo esterno e attivo, su quello interiore e passivo, ed una vittoria della ragione sulla fede".

Il globalismo di Brzezinski non è contrario al socialismo di
Obama, anzi ne è il più grande tifoso.
A differenza di quello che molti credono, il globalismo massonico non è fascista o imperialista nel senso classico, patriottico, del termine. Il globalismo è anzi il nemico assoluto di ogni nazionalismo, fascismo, imperialismo o colonialismo, cioè di ogni fede patriottica.
E' l'annullamento della divisione tra paesi ricchi e dominanti e poveri e dominati, e la loro fusione in un unico organismo globale capace di gestire le risorse in modo illuminato. E' la cancellazione del prestigio dinastico e culturale dei singoli imperi.
E' l'imposizione del governo della ragione sul governo della forza, che non lascia nulla al caso della storia (ordo ab chaos come direbbero loro), cosa resa possibile solo con la cancellazione dei confini nazionali e con un governo mondiale.

 


I massoni sono REALMENTE convinti che miglioreranno il mondo imponendo un governo globale sotto la loro guida illuminata. Carroll Quigley cita il testamento del massone Cecil Rhodes, padre della Pilgrim's Society, dove questi indica come obiettivo "the foundation of so great a power as to hereafter render wars impossible and promote the best interests of humanity.".
Tradotto: "La fondazione di un così grande potere da rendere di conseguenza le guerre impossibili e di promuovere l'interesse dell'umanità".
David Rockefeller,
nelle sue memorie, lo ammette addirittura orgogliosamente:
“Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come ‘internazionalisti’ e di cospirare con altri nel mondo per costruire una struttura politica ed economica integrate – un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo”.
Sono così presuntuosi da essere REALMENTE convinti di essere i "Re Filosofi" di Platone, capaci di guidare il "gregge" ed il "popolo bue" per il suo bene in un mondo dove non ci sarà più competizione o guerra perchè decideranno tutto loro usando ragione ed intelligenza invece che dalle forze del patriottismo e del libero mercato. Loro ritengono che si possa creare un mondo dove "i beni saranno distribuiti in base ai bisogni", e naturalmente a decidere di cosa gli individui avranno bisogno e di cosa no, saranno loro, i buoni e saggi pastori illuminati, con la scusa dell'ambientalismo o di altri problemi "globali" opportunamente creati a tavolino. La loro idea è che il mondo gestito da uomini saggi invece che lasciato al caos della libertà e del libero conflitto militare o economico, produce un mondo più giusto, dove non è la forza a dominare ma la saggezza. Ignorando (per loro convenienza) la fondamentale verità citata da Montesquieu, cioè che per quanto intelligenti possano essere, "Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente."

Ecco perchè "il cuore della massoneria batte a sinistra", come dice il Gran Maestro del Grande Oriente Italiano Gustavo Raffi. Perchè solo un socialismo massiccio, cioè una fusione e concentrazione di ogni aspetto dell' economia dell'intero pianeta nelle mani di una burocrazia illuminata, slegata dai limiti della competizione economica, può consentire tale controllo centralizzato della società intera. Ecco perchè i tentativi di socialismo "nazionali" (nazional-socialismo appunto, come Hitler o il fascismo, che erano di fatto monarchie mascherate) sono stati fatti a pezzi. Il "capitalismo" ed il libero mercato sono utilizzati solamente come mezzo per debilitare ed indebolire gli interessi nazionali e locali e costringere le nazioni alla globalizzazione, così come spiegava nel 1848 Karl Marx: “Free trade breaks up old nationalities ... in a word, the free trade system hastens social revolution.”
Tradotto: "Il libero mercato agisce come fattore di distruzione delle vecchie nazioni... in una parola, il sistema della libertà di commercio accelera la rivoluzione sociale".

In sostanza sia Obama che Brzezinski mirano allo stesso identico obiettivo, come tutti i massoni: la realizzazione del "governo dei custodi" di Platone, ma su scala globale. Non è un caso che il simbolo del CFR sia un uomo su un cavallo bianco.

Nel Fedro Platone descrive il simbolo della biga come simbolo del governo dell' anima o del mondo: un auriga trainato da due cavalli, uno bianco ed uno nero. Il cavallo bianco rappresenta la tendenza all'ordine, all'ideale e all'obbedienza. Il cavallo nero rappresenta invece la ribellione, l'istinto ed i desideri materiali. L’auriga che li guida impersonava la ragione, che doveva riuscire ad equilibrare le due forze e a dominarli entrambi, e che alla fine vi riusciva grazie alla collaborazione del cavallo bianco, che si trova a destra ed è guidato con il braccio destro (da cui deriva storicamente il saluto romano). Anche le anime degli dei hanno i cavalli, aggiungeva Platone, ma solo bianchi. Platone non parlava a caso, ma all'interno della corrente gnostica elitista cui apparteneva e di cui i massoni sono eredi dichiarati. La metafora dell'auriga e del cavallo bianco risale alla dottrina gnostica, era sacro per i Fenici, era l'animale preferito da Horus e da Nimrod, il più antico monastero Buddista al mondo è il Tempio del Cavallo Bianco di Luoyang, e lo troviamo naturalmente anche nell' Apocalisse:

Apocalisse 19:11 - Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco e sul suo capo vi erano molti diademi, e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non lui; era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama: "La Parola di Dio". E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro. Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente.

 
 
Descartes
mercoledì, 11 novembre 2009


Il segretario del Partito Socialista Italiano Pietro Nenni e lo sceneggiatore-scrittore-poeta-giornalista ecc ecc Cesare Zavattini.
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categoria:separati alla nascita
lunedì, 09 novembre 2009
Interessante scambio di impressioni sul "ritorno al privato" e l'"individualismo", nella rubrica di Indro Montanelli "La parola ai lettori" su Il Giornale nuovo del 26 giugno 1979, tra una lettrice del quotidiano e il grande giornalista morto nel 2001.
In un certo senso, oltre a collegarsi alla riflessione sulla
degenerazione del postmoderno che ho fatto un po' di tempo fa, è profetica - col senno di poi - sia la lettera che la risposta.

Caro direttore,
è la prima volta che le scrivo, anche se la "passione" per Montanelli in casa mia risale a un periodo anteriore alla mia nascita (ho 22 anni).
Mi spinge a farlo il suo articolo "i nonni del '68" perchè lei, con le sue parole, mi ha ripagato dalle accuse di "pecora" che in  questi anni mi sono sentita spesso rivolgere.
Liceale negli anni dopo il '68 in un liceo, come il Carducci, definito politicamente "caldo", ho subito l'emarginazione e la taccia di qualunquista non solo da parte dei miei coetanei, ma molto spesso anche da parte dei professori cosiddetti progressisti che mi spingevano a partecipare attivamente alle assemblee e si lamentavano per il mio scarsissimo impegno politico-sociale.
E' quindi con intima soddisfazione che vedo il crollo della smania collettivistica e della moda ideologica del "sociale", convinta come sono sempre stata dell'importanza dell'individuale.
Ma questa reazione, forse erroneamente compiaciuta, ha subito lasciato il posto ad una considerazione che ha due aspetti: uno "pubblico" e uno "privato".
Quello "pubblico" me lo ha suggerito lei stesso mettendo in guardia dalla rapidità delle conversioni al "privato" di quelli che fino a ieri si riempivano la bocca col "pubblico". Come impedire che riesca sempre agli stessi il giochetto di restare a cavallo dell'onda anche quando muta direzione? Quello "privato" si può riassumere così: proprio ora che tutti sembrano dare ragione a quanti come me si sono sempre rifiutati di marciare in gruppo, fare assemblee e manifestazioni di protesta; proprio ora, sento il bisogno di un impegno personale e "pubblico", perchè questa crisi di rigetto privatistica non finisca per fare più danni della moribonda ubriacatura collettivistica.
Lei cosa ne pensa: è giusto che io voglia rimanere eternamente una ragazza "fuori moda"?

M. Luisa Moioli
Milano


Cara Luisa,
La tua lettera è per me, come si dice a Firenze, "una chicca".
Non per la "passione" della tua famiglia nei miei confronti (sono anch'io vanitoso la mia parte), ma per il finale. Hai ragione, Luisa, e ti sono grato di averlo detto: il pericolo, ora, è che il "privato" perda il senso del limite e cada negli stessi eccessi in cui è caduto il "sociale", esaltando i peggiori istinti dell'uomo: l'egoismo, la sovrapposizione dell'interesse personale a qualsiasi altro impegno e dovere, il facile e volgare edonismo. E' vero che tutto questo ha, per ora, una sua logica e fisiologica ragione di essere: dopo trent'anni di mortificazioni e di confische, è fatale che la reazione del "privato" sia violenta e disordinata. Ma guai se non si renderà subito conto che "privato" non significa licenza di arraffare, di sopraffare e di godere. Noi (e in questo noi mi par di capire che posso includere anche te) per "privato" intendiamo tutt'altra cosa.
Intendiamo anzitutto la restituzione all'uomo (e quindi anche alla donna, si capisce) del suo diritto alle scelte con le responsabilità che ne derivano. A nessuno deve essere più concesso di attribuire i propri fallimenti o misfatti alle storture della società. Che questa società abbia molte storture, è vero, Ma chi vuole portare un contributo al loro raddrizzamento non può invocarle come alibi dell'eversione o della diserzione.
Secondo. Intendiamo per "privato" il diritto di ognuno a pensare con la propria testa, senza per questo essere considerato un reietto o un fascista (i due termini sono ormai sinonimi) solo perchè si rifiuta di far parte di un gregge belante e di "conformarsi" ai suoi cori.
Terzo. Intendiamo per "privato" il diritto dell'uomo ad affinare le proprie capacità e a far valere i propri meriti. Vogliamo, sissignori, sia nella scuola che nel lavoro, il ritorno al criterio della selezione secondo i valori, intendendo per tali non soltanto quelli intellettuali o professionali, ma anche quelli morali. Rispettiamo l'interesse privato in quanto stimolo a eccellere. Ma vogliamo che a tutti siano date, al palo di partenza, le stesse opportunità di eccellere.
Quarto. Intendiamo per "privato" il diritto a una propria vita personale, in cui ciascuno possa restare solo con se stesso, cioè con la propria coscienza, i propri sentimenti, e magari anche le proprie stravagnaze, purchè non offendano il vicino di casa. Ecco il punto. Noi italiani crediamo di essere individualisti perchè al vicino di casa impediamo di dormire tenendo la radio accesa a tutto volume e non rispettiamo i regolamenti stradali. ma questo non è individualismo; è soltanto asocialità. Non confondiamo. Individualisti sono gli inglesi che difendono il loro giardino da qualsiasi intrusione, ma rispettano la legge e fanno la coda davanti al botteghino del teatro. Noi siamo soltanto delle pecore indisciplinate, che facciamo confusione nel gregge, ma lo seguiamo sempre in branco, sempre in massa.
Ecco cosa vuol dire "privato", non la moda del travoltismo e del "consumismo" Anni Cinquanta. Fai bene, cara Luisa, a restare "démodée". Anche per ragioni estetiche. "Belle ci si fa - diceva Marie Régnier -, ricche si diventa, eleganti si nasce." E una persona elegante non segue mai la moda. La lascia ai cafoni.

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domenica, 08 novembre 2009


Decisamente, separati alla nascita.
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